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17 marzo 2006

BANDA LARGA SERVIZIO UNIVERSALE

ADICONSUM: LA BANDA LARGA VENGA DEFINITO SERVIZIO UNIVERSALE

 

Ieri, 16 marzo, si è svolto a Roma un convegno organizzato dalla Confcommercio dal titolo “Internet e Banda larga: proposte per la 15^ Legislatura”.

Al convegno, fra gli altri, è intervenuto il Segretario Generale Paolo Landi, in rappresentanza  dell’Associazione Consumatori ADICONSUM. E’ stata l’occasione per rilanciare le numerose iniziative, inascoltate, che nel tempo Adiconsum ha intrapreso  per denunciare le gravi problematiche che gli utilizzatori di internet sono costretti a subire . Non solo la denuncia di disservizi, ma come tradizione di Adiconsum, anche proposte concrete per rilanciare l’innovazione nel nostro Paese.

Qui di seguito viene riportato parte dell’intervento di Landi al convegno:

 

BANDA LARGA: PROPOSTE DI ADICONSUM.

 

 Il settore di interne in banda larga, come più volte denunciato da Adiconsum, è, di fatto , ancora, privo di regole, nonostante l’ approvazione del codice delle comunicazioni elettroniche. L’utilizzo della Banda larga,  è per i consumatori, ormai, indispensabile ed ora è anche un diritto, come esplicita con chiarezza come  l’ Art. 3 del Codice dell’amministrazione digitale entrato in vigore il 1 gennaio 2006.

Purtroppo Internet a banda larga, non è considerato servizio universale, nonostante l’inciso dell’Art. 54 del Codice delle comunicazioni elettroniche che definisce “servizio universale la connessione che consente un efficace accesso ad internet”,  ed è  quindi privato di tutte quelle norme che garantiscono i diritti del consumatore. L’Agcom vorrebbe riordinare il settore istituendo un’ulteriore “carta dei servizi” che riteniamo sia un palliativo, perché le norme in essa inserite  devono essere accettate dalle aziende, che in caso di disaccordo rendono inutilizzabile la carta dei servizi ricorrendo al T.A.R.
Adiconsum ritiene indispensabile definire la banda larga “SERVIZIO UNIVERSALE”


·         DIGITAL DIVIDE

Solo definendo la banda larga servizio universale si pone fine al digital divide, perché diventerebbe obbligatorio offrire la banda larga a tutti i cittadini indipendentemente dal territorio dove vivono e dalla condizioni economiche. D'altronde sia il codice delle comunicazioni elettroniche che il codice dell’amministrazione digitale indicano la connessione digitale come indispensabile e diritto per il consumatore. E’ assurdo considerare universale la connessione analogica a 56 Kb, quando tutto il Paese sta cercando di digitalizzare le TLC in tutti i suoi settori. La Banda Larga non può essere considerato come un qualsiasi prodotto tecnologico, liberamente venduto sul mercato. La Banda Larga diventa un bene indispensabile per la sviluppo delle imprese e dei cittadini, deve quindi essere considerate di interesse pubblico e deve essere inserita nei programmi governativi con chiare opere di investimento e regole specifiche che permettano il controllo corretto  della sua diffusione ed una corretta politica delle tariffe. Occorre rilevare con certezza chi non è dotato di banda larga. Non può essere la stessa Telecom, detentrice delle rete e dei contenuti, a fornire i dati, ma un organismo esterno che garantisca imprese e consumatori.

 

 



·         DEFINIZIONE DI BANDA LARGA

“Per banda larga si intende l’ambiente tecnologico che consente l’utilizzo delle tecnologie digitali ai massimi livelli di interattività.” Questa è la definizione adottata dalla commissione di studio voluta dai ministri delle comunicazioni e dell’innovazione, dalla quale appare evidente che non tutti gli ambienti tecnologici si possono definire banda larga.

Osservando il mercato si ha però la netta sensazione che tutte le connessioni che non siano analogiche siano tutte da ritenersi banda larga. Riteniamo che in questo modo i consumatori potrebbero essere ingannati. Trattasi di banda larga quando l’utente si trova nella possibilità di effettuare con continuità e senza nessun impedimento una trasmissione multimediale ed interattiva, composta di fonia, dati ed immagini. Il consumatore deve avere informazioni chiare sul tipo di connessione che utilizza.

ADICONSUM propone che venga evidenziato con chiarezza  quale tipologia e caratteristiche deve avere  una connessione differenziando quella in banda larga e in banda stretta. Molte aziende propongono agli utenti  vari abbonamenti, con prezzi diversi, senza specificare che tipo di trasmissione  permettono, riferendosi solo alla velocità massima raggiungibile.

·         UNA INGANNEVOLE  MODALITA’ DI VENDITA.     

Con la vendita di abbonamenti per connessioni con modalità ADSL o fibra ottica o via satellite, si è creato un nuovo modo di vendita. L’utente paga per una promessa ed un impegno da parte dell’azienda erogatrice del servizio e non per una garanzia e/o certezza. Gli abbonamenti sul mercato non garantiscono la velocità di connessione, ma indicano solo la massima velocità possibile. Una affermazione generica ed ingannevole. Le aziende, per tutelare i propri interessi economici,non essendo tenute a garantire la connessione, possono, a loro piacimento, variare in qualsiasi momento la velocità di connessione, danneggiando fortemente il consumatore inducendolo al non  utilizzo o all’utilizzo parziale dei servizi offerti in rete, come il Voip e il P2P.

Permettendo questa modalità non è possibile fare confronti fra le proposte commerciali di varie aziende. Il consumatore inoltre non è garantito dal contratto d’abbonamento poiché  non è reso  possibile interromper in contratto in qualsiasi momento. Il consumatore deve  pagare per l’effettivo servizio descritto  e non per il servizio promesso;  deve essere libero, prima dell’acquisto,  di effettuare dei reali confronti fra varie aziende, sul rapporto qualità-servizio.

ADICONSUM chiede che nei contratti venga indicato chiaramente quale tipo di servizio è possibile ottenere dalla rete( scaricare foto, musica, video in diretta, utilizzare il VOIP, ecc.)con le relative connessione proposte dalle aziende. Qualora i servizi dichiarati non venissero forniti l’utente potrebbe interrompere il contratto per inadempienza.
                                                 
·         CONTRATTO

La maggior parte dei contratti per la connessione ADSL, fibra o sat, prevede che l’utente resti legato all’azienda che offre la connessione, almeno per un anno, ed nella maggior parte dei casi è previsto, addirittura, il tacito rinnovo che obbliga il consumatore ad un preavviso di  disdetta. Viene così impedita la libertà di scelta dell’utente. Tutto ciò, legato alla problematica precedentemente indicata, aggrava la situazione.

ADICOSUM propone che i contratti per connessione alla rete possano essere sciolti da parte del consumatore in qualsiasi momento , questo per  avere la possibilità di cambiare operatore a fronte di un servizio inadeguato, favorendo la concorrenza. Permettere il cambio di operatore con la massima facilità, oggi non possibile.


·         CONCILIAZIONE E RIMBORSI

L’utente deve essere certo che qualora il servizio promesso, sempre relativo al reale utilizzo di internet, non viene fornito riceverà degli indennizzi.

Potrà far valere i propri diritti utilizzando forme di conciliazione con le associazioni consumatori o con i Corecom.

Ora su questo Blog sarebbe bello continuare il dibattito, quindi commentate liberamente le proposte fatte comunicando le vostre idee, basta poco, un clic qui sotto.....




permalink | inviato da il 17/3/2006 alle 11:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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