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24 agosto 2005

dopo le dununce il Garante si attiva

Tratto da "Il Salvagente" del 30 ottobre 2003.    

 

 

Dopo la denuncia di Adiconsum ecco i primi risultati

 

Sky dovrà varare la carta dei servizi



Adiconsum denuncia e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni risponde. I comportamenti "disinvolti" che Sky, forte della sua posizione monopolista, attua a danno dei suoi clienti presto finiranno.

L'azienda del magnate australiano Rupert Murdoch, infatti dovrà elaborare una Carta dei servizi per tutelare gli utenti. A metà settembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, che impone a Sky di scrivere e rispettare una Carta dei servizi, un regolamento che integra il contratto che la società propone ai suoi clienti.

Come spiega il dottor Nicola Sansalone, alla guida dell'Unità di monitoraggio dell'Autorità, il quadro normativo non è più quello di un tempo; da un'indagine  svolta dagli esperti economici,  giuridici e tecnici che compongono l'unità è emerso che le difficoltà maggiori per gli utenti si sono verificate nella fase di passaggio dalle precedenti piattaforme, Stream e Tele+, a quella attuale, problemi dovuti a differenti filosofie aziendali e diversi call center.
Un ulteriore problema riguarda chi ha già un contenzioso aperto con la pay tv italiana: chi contesta qualcosa alla nuova piattaforma satellitare non sa a chi rivolgersi. Ad oggi nei corridoi di Sky non vi è traccia di un ufficio addetto alla risoluzione dei contenziosi.

Sansalone ha aggiunto, inoltre, che l'Autorità ha ritenuto giusto applicare anche nel campo della tv satellitare il regolamento sulle conciliazioni tipico del settore delle telecomunicazioni. Il consumatore che vuole avviare una controversia nei confronti della pay tv può farlo presso lo sportello per le conciliazioni della Camera di commercio della sua città

 

 




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24 agosto 2005

verbale dell'audizione presso il garante per le comunicazioni

VVERBALE AUDIZIONE ADICONSUM DEL 9 SETTEMBRE 2003

 

Unità per il monitoraggio delle attività relative alla costituzione della piattaforma unica

  

Il giorno 9 settembre 2003, presso la sede di Roma dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, si è tenuta l’audizione della Associazione Adiconsum, ai sensi dell’art. 2, comma 2 della determinazione del Segretario Generale, n. 9/2003, recante Disposizioni organizzative relative al monitoraggio delle attività della piattaforma digitale a pagamento.

 

Per l’Autorità sono presenti: il dott. Nicola Sansalone, responsabile dell’Unità per il monitoraggio, nonché i funzionari dott. Enrico Maria Cotugno, ing. Roberto De Martino, dott. Giuliano De Vita, dott. Giorgio Greppi e dott.ssa Camilla Sebastiani.

 

Per l’Adiconsum sono presenti: il sig. Mauro Vergari ed il sig. Antonio Bosco

 

Il dott. Sansalone, alle ore 16.00, apre l’audizione e, dopo aver brevemente illustrato la composizione e l’attività finora svolta dall’Unità, chiede all’Adiconsum di approfondire le tematiche oggetto della segnalazione inviata con nota del 1 settembre u.s.

 

Il sig. Vergari in via preliminare chiede se tra i compiti dell’Unità rientra quello di monitorare i comportamenti di SKY verso i clienti e quindi procedere con azione concrete per ottenere il rispetto dei principi di tutela dei consumatori, qualora fossero violati.

 

Il dott. Sansalone chiarisce che l’Unità ha il compito di coordinare le varie funzioni svolte dall’Autorità con riferimento alla materia di cui è stata investita, al fine di facilitare le attività istituzionali di competenza dei vari Dipartimenti e che, pertanto, essa non può prescindere dalla tutela dell’utenza.

 

Il sig. Bosco, entrando nel merito della segnalazione, rappresenta una serie di criticità attinenti le condizioni generali di abbonamento Sky previste dal contratto, riassunte in un’analisi redatta dal centro giuridico dell’adiconsum  che viene prodotta in copia ed allegata al presente verbale.

 

Il sig. Vergari in via preliminare chiede che alla piattaforma sia imposto l’obbligo di dotarsi di una carta dei servizi. Nel merito, poi, della segnalazione e con riferimento alla posizione degli abbonati alle precedenti piattaforme, fa presente come l’atteggiamento di Sky nei confronti dei vecchi abbonati, relativamente ai disagi subiti per il passaggio alla nuova piattaforma, non possa esaurirsi nella richiesta di scuse, ma debba concretizzarsi in  congrue forme risarcitorie.

In merito alla soppressione di alcuni canali dal luglio2003, in particolare tra quelli offerti da Stream, evidenzia che la stessa non può che ritenersi abusiva, considerando che la presenza di tali canali all’interno dei bouquet ha senza dubbio condizionato la precedente decisione degli abbonati di aderire alle varie offerte, e che per la visione di tali canali è stato pagato un canone anticipato, da ciò scaturisce che l’abbonato deve essere libero di disdire il proprio contratto non potendo più usufruire dei servizi richiesti ed ottenere gli eventuali rimborsi.

In merito ai prezzi d’abbonamento, sottolinea il sensibile aumento degli stessi, non giustificato dal crescere dei canali, ottenuto aggiungendo sia doppioni degli stessi (stessa programmazione ripetuta dopo un’ora) sia canali gia visibili precedentemente in modalità gratuita.  I prezzi aumentano, anche, grazie ad un abile confezionamento  dei vari pacchetti che prevede lo spostamento di canali di alto interesse dal pacchetto base a pacchetti più costosi.  . In particolare,  è stato reso obbligatorio l’abbonamento base, peraltro più oneroso rispetto al passato, per tutti i tipi di abbonamento e ancor più grave,  si è reso obbligatorio l’abbonamento base, più un altro pacchetto (cinema o sport) agli abbonati dei canali “Calcio”, condizione non prevista prima dell’avvento di SKY mentre è opinione dell’Adiconsum che gli abbonati non devono subire forme di costrizione e limitazioni alla libertà di scelta pagando per ciò che si desidera . Sottolinea, inoltre, che anche dal confronto  con le tariffe praticate negli altri paesi europei, i canoni di Sky Italia risultano i più onerosi, tenendo presente il relativo potere d’acquisto e prezzo previsto per l’ingresso alla piattaforma.

Si segnala, poi, l’ assoluta mancanza di trasparenza sul versante contrattuale, atteso che il contratto di abbonamento non è disponibile né presso i rivenditori né sul sito internet di Sky e che copia dello stesso viene  consegnata al cliente solo successivamente all’adesione allo stesso; infatti la  prevista modalità automatizzata permette la stampata del contratto solo come ultima operazione, allo stesso modo i vecchi abbonati sono “migrati” alla nuova piattaforma senza avere delle nuove regole contrattuali, ma avendo gia pagato i primi ratei.

Si rende noto dell’impossibilità (come precedentemente avveniva con Tele+ e Stream) di risolvere direttamente i contenziosi sorti fra gli associati e la SKY a causa della chiusura di relazioni da parte di quest’ultima.

Con riferimento all’affollamento pubblicitario sui canali Sky, chiede che l’Autorità vigili sul rispetto delle regole e, ove necessario, adotti gli accorgimenti regolamentari del caso.

Infine lamenta la qualità di trasmissione dei canali della piattaforma, la cui definizione risulta inferiore a quella delle piattaforme precedenti.

 

Alle ore 17.30 il dott. Sansalone dichiara chiusa l’audizione.

 

 

 

 




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24 agosto 2005

prima lettera scritta a SKY

 

5 maggio 2003

 

Dr. .Rupert Murdoch

Presidente SKY ITALIA

Via Salaria, 1021

00138 Roma

 

Dr. Tullio Camiglieri

Relazione Esterne Stream

Via Salaria, 1021

00138 Roma


RACCOMANDATA A.R.

Anticipata via FAX

 

Oggetto: rapporti ADICONSUM E SKY ITALIA

 

Abbiamo appreso della nascita della nuova Pay-tv Sky Italia, creata dall’acquisizione di Tele+ da parte di Stream.

Purtroppo ci troviamo di fronte alla realizzazione di un  monopolio nel settore della televisione via satellite, anche se le numerose condizione imposte dall’ Autorità garante  tentano di tutelare la libertà di mercato.

Sky Italia, dunque,  essendo l’unica Pay-tv, origina un mercato privo di quelle garanzie minime per i consumatori che scaturiscono da una sana concorrenza

Per ovviare, in parte a questa anomalia riteniamo sia giusto che i rapporti con i consumatori cambino in modo sostanziale.

Le associazioni consumatori  sono i garanti dei diritti degli utenti, pertanto sarebbe opportuno che Sky Italia, nell’interesse dei propri clienti, avviasse un costruttivo rapporto con le stesse.

In passato ciò non è avvenuto e molti sono stati i nostri interventi per tutelare gli utenti traditi nei loro diritti.

Siamo convinti che i nostri interessi siano da Voi condivisi, che è vostra intenzione offrire un nuovo volto alla Pay-tv italiana e quindi a Sky Italia,  e soprattutto che creerete un vero e riconoscibile rapporto con i consumatori.

Rapporto che non deve limitarsi all’acquisizione del cliente, ma anche alla sua soddisfazione.

Confidiamo che i futuri rapporti saranno migliori di quelli instaurati nel passato con la più grande pay tv italiana.

Dopo molti sforzi eravamo riusciti ad ottenere un tavolo di confronto per trovare soluzioni a tutti quei  problemi che tuttora assillano gli abbonati alle pay tv.

Tutto è fermo dal febbraio 2002 per le vicende legate alla fusione. Siamo stati in silenziosa attesa, aspettando il termine della varie situazioni aziendali, ma ora che finalmente tutta la vicenda si è conclusa crediamo sia giusto riproporre le vecchie problematiche non ancora risolte e le nuove proposte necessarie a creare nuova fiducia nel consumatore.

Potremmo decidere di“strillare” e “protestare” ri,  affermando che in presenza di un monopolio la nuova Pay tv sarà uguale alle precedenti, se non peggio, ottenendo pubblicità e spazi  stampa ma Adiconsum nel suo “DNA” ha la concertazione e non la spettacolarizzazione dei problemi.

Lo scopo di questa lettera vuole essere quello di  originare una  costruttiva e duratura collaborazione, necessaria a tutti per far comprende che se si vuole, si può costruire un trasparente rapporto con i consumatori e con le organizzazioni che li rappresentano, contro qualsiasi monopolio.

Vorremmo offrire il nostro apporto proponendo alcuni temi da discutere,  con lo scopo di arrivare al lancio della nuova Pay tv non solo con le nuove offerte commerciali ma anche con nuove garanzie per il consumatore.

 

·                                                                                      CONTRATTO TRASPARENTE E DI FACILE LETTURA

Con la nascita della nuova Pay tv ci auguriamo che finalmente i contratti d’abbonamento modifichino il loro aspetto, assumendo una forma leggibile e con articoli di facile comprensione.

 

·                                                                                       NUOVA MODALITA’ AMMINISTRATIVA E DI FATTURAZIONE VERSO IL CLIENTE NEL RISPETTO DELLA CHIAREZZA E DELLA TRASPARENZA

L’Adiconsum propone di istituire una corretta comunicazione al consumatore, basata sulla trasparenza, in riferimento alla situazione amministrativa di ogni singolo abbonato.

Attualmente l’abbonato ad ogni rinnovo non è in grado di conoscere la propria situazione amministrativa e i costi che deve sostenere nel nuovo anno di abbonamento. Per ottenere tali informazioni, occorre interpretare fatture o bollettini che pervengono all’utente per effettuare i singoli pagamenti. Adiconsum propone di inviare all’abbonato 90 giorni prima della scadenza del contratto, un resoconto circa il proprio abbonamento, indicando il pacchetto e le opzioni scelte, i relativi costi , l’eventuale rateizzazione specificando il costo di ogni singola rata e la modalità di pagamento scelta. In tal modo l’abbonato sarebbe in grado di valutare effettivamente il termine delle promozioni gratuite precedenti e valutare i reali costi per il nuovo anno. L’abbonato sarebbe messo nelle condizioni di accettare il rinnovo automatico ed eventualmente modificare il proprio abbonamento, rendendolo corrispondente alla propria situazione economica, rispettando i  termini previsti dal contratto.

Verrebbero eliminate tutte le controversie relative ai costi dell’abbonamento, e avviato un rapporto tra azienda e consumatore di  correttezza e trasparenza .

 

·                                                                                       ATTIVAZIONE DELLA PROCEDURA DI “CONCILIAZIONE ED ARBITRATO” PER LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

Le controversie fra i clienti e le Pay tv  vengono risolte con molte difficoltà. Gli utenti quando si rivolgono al servizio clienti , sia telefonicamente  che per scritto, per illustrare le  proprie problematiche, non  ottengono mai risposte immediate da parte dell’azienda, che spesso ignora le comunicazioni inviate.

Per ottenere la risoluzione dei problemi i consumatori sono costretti a rivolgersi troppo  spesso alle associazioni consumatori. Anche queste ultime hanno difficoltà a comunicare e risolvere le controversie. Attualmente non esiste una modalità prefissata per la risoluzione delle controversie, venendo  a mancare tempi definiti e risoluzioni simili per casi identici.

Si propone di istituire delle modalità strutturate per accedere alla risoluzione delle controversie, con personale preposto a questa funzione. L’utente deve essere messo nelle condizioni di ottenere risposte chiare in tempi definiti e con personale idoneo. L’apertura di una controversia deve bloccare ogni azione nei confronti del consumatore fino alla risoluzione della controversia stessa. Il cliente deve essere in grado di risolvere singolarmente le proprie contestazioni con modalità a lui conosciute.

Solo in caso di non soddisfazione l’utente potrà  rivolgersi alle associazioni consumatori per la risoluzione della controversia con l’istituzione di una commissione (da strutturare in accordo fra associazioni e azienda) paritetica per la conciliazione. In assenza di una soluzione si ricorrerebbe al Garante per le comunicazioni.

 

 

·                                                                                       CARTA DEI SERVIZI

E’ ormai uso delle aziende elaborare una carta dei servizi per definire un chiaro rapporto fra utente e fornitore di servizi. Tutte le principali aziende che operano nelle TLC si sono dotate di questo strumento.

Purtroppo ciò non si è ancora verificato nel settore delle TLC da satellite con particolare riguardo alla tv a pagamento. La carta dei servizi, se è da ritenersi necessaria per i servizi pubblici, riteniamo sia indispensabile  per quelli a pagamento.

Dobbiamo uscire dall’ottica nella quale l’utilizzatore di tv a pagamento si sente sempre dominato e sottomesso al fornitore del servizio.

La carta dei servizi permette all’utente di avere chiari i diritti e i doveri dell’azienda alla quale affida i suoi soldi in cambio di una prestazione.

 

·                                                                                       MODALITÀ PER UNA CORRETTA POLITICA DELLE TARIFFE

Sicuramente la posizione dominante da parte di SKY ITALIA potrebbe riflettersi sulla politica dei prezzi. Occorre precisare che le tariffe d’abbonamento in Italia  sono sempre state elevate e non rapportate al reale potere d’acquisto.

E’ sbagliato paragonarle alle tariffe presenti nelle altre nazioni, come l’Inghilterra e la Francia che hanno un costo della vita differente dal nostro. L’assenza di altri concorrenti, della medesima forza produttiva, potrebbe favorire l’innalzamento dei prezzi d’abbonamento.

Sicuramente ciò non si verificherà immediatamente, perché il lancio pubblicitario della nuova Pay tv  prevederà vantaggiose offerte, ma una volta acquisito un certo numero di abbonati i prezzi potrebbero lievitare. Sarebbe quindi necessario che si instaurasse un rapporto costante con le associazioni consumatori, per determinare con trasparenza i prezzi e che SKY Italia si impegnasse a dichiarare il periodo di validità dei listini .

Occorrerebbe proporre modalità d’abbonamento differenti da quelle fino ad ora proposte, lasciando più libertà al consumatore (cambiare pacchetti anche durante l’anno) e cercando di far pagare in base a ciò che veramente si utilizza. Vista l’importanza della materia riteniamo sia necessario un confronto per trovare modalità che soddisfino sia l’azienda che il consumatore.

 

 

·                                                                                       ISTITUZIONE DEL GARANTE DEL CONSUMATORE

Appare evidente che vista la nuova situazione che si viene a creare nel settore della tv a pagamento via satellite, il rapporto con le associazioni consumatori dovrebbe essere continuativo per garantire i diritti dei consumatori. E’ un’ idea in embrione, tutta da discutere, ma sarebbe utile creare un organismo ( da concordare la struttura)  che svolgesse le funzioni di garante degli abbonati, raccogliendo le loro comunicazioni e fornendo soluzioni.

 

Quelle descritte sono solo alcune tematiche utili per iniziare un dialogo costruttivo, senza dimenticare   quelle che possono derivare dalla chiusura dei vecchi contratti e l’attivazione dei nuovi.

Chiediamo alle SS.VV. di essere informati e s di collaborare in merito a tutte le novità, sia di carattere tecnico che commerciale, che scaturiranno con l’inizio operativo di SKY ITALIA.

 

In attesa di un Vostro riscontro porgiamo distinti saluti.

 

 

 

 

 




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24 agosto 2005

Adiconsum cita in giudizio Nokia

11 aprile 2002

 

 

Prima udienza il prossimo 23 aprile

presso la Prima sezione del Tribunale di Milano

 

L’associazione consumatori ADICONSUM ha citato in giudizio la società Nokia in merito al comportamento scorretto tenuto nei confronti dei consumatori relativamente alla pubblicizzazione e alla vendita del ricevitore satellitare Mediamaster 9701 S Gold Box . La prima udienza è prevista il prossimo 23 aprile presso la Prima sezione del Tribunale di Milano.

L’azione giudiziaria è la naturale conseguenza all’atteggiamento indifferente assunto dalla NOKIA nei confronti delle precedenti segnalazioni effettuate sia da questa associazione che da buona parte dei mezzi di comunicazione, sollecitate dagli stessi consumatori.

 

L’ANTEFATTO

 

Gennaio 2001: Nokia mette in commercio il ricevitore satellitare Mediamaster 9701 S Gold Box dichiarandolo, per le sue caratteristiche tecniche, “unico” sul mercato. Infatti oltre ad essere un Gold Box (il famoso ricevitore di Telepiù), è anche un Common Interface, cioè due apparecchi in uno. Ciò significa che si è vincolati al software di Telepiù,  ma si hanno tutti i vantaggi di un ricevitore Mediamaster che permette di ospitare alternativamente diversi  accessi condizionati.

Una volta acquistato il prodotto, ci si accorge, però che si sono pagate solo promesse. Il ricevitore è solo predisposto per le funzioni descritte. Per divenire operative esse necessitano di un aggiornamento del software come scritto nel foglietto aggiuntivo fornito dalla NOKIA che in un primo tempo indicava come termine il terzo trimestre 2001, ovvero il  30 settembre 2001.

 

Attualmente il MM 9701 non è ancora stato completamente aggiornato ed i consumatori acquistano solo un Goldbox (simile ai molti presenti in commercio a prezzo inferiore) con la speranza di avere in futuro quanto promesso.

 

Tale condotta continua a ledere gravemente i diritti fondamentali dei consumatori relativi alla qualità dei prodotti, ad un’adeguata informazione e ad una corretta pubblicità, nonché alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali (art. 1, co. 2°, L.281/98).

Ogni decisione spetta ora ai giudici della prima sezione del Tribunale civile di Milano.

 

 

A sostegno della causa, l’Adiconsum ha costituito un gruppo di consumatori al quale si può aderire richiedendo il modulo  al n. 06 4417021 oppure collegandosi alla home page del sito internet www.adiconsum.it

 




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24 agosto 2005

lettera scritta ai Garanti CHELI; TESAURO E MONTI

26 luglio 2001


Oggetto: tesi ADICONSUM relative alla fusione fra le piattaforme digitali TELE+ e STREAM

L’associazione consumatori ADICONSUM ritiene necessario, nel rispetto dei propri compiti di tutela dei diritti dei consumatori italiani, dichiarare e motivare la propria perplessità in merito all’annunciata fusione fra gli operatori della pay-tv digitale da satellite TELE+ e STREAM.
E’ noto che in Europa si sono attuate altre fusioni fra pay-tv, senza nessuna opposizione da parte delle varie autorità di garanzia e dell’opinione pubblica, riteniamo, però che il mercato italiano sia diverso dal resto d’Europa per quanto concerne la diffusione televisiva.
In Italia è presente una forte televisione generalista gratuita, distribuita via etere in modo tradizionale, dominata da un duopolio fra la rete pubblica RAI e la commerciale MEDIASET. Sono anni che si è in attesa di una legge che regolamenti il settore televisivo definito da tutti conflittuale e privo di garanzie per l’utente finale e le emittenti minori. Non è presente nessuna televisione via cavo, avendo interrotto, in passato, qualsiasi progetto di cablatura nazionale. L’unica possibilità che i consumatori hanno per una libera e alternativa scelta dei programmi televisivi è offerta dalle trasmissioni diffuse via satellite, comprese le pay- tv . Appare evidente quindi, che l’unica concorrenza presente in Italia è quella esistente fra le due attuali piattaforme digitali a pagamento, via satellite, che terminerebbe con la fusione annunciata. Negli altri paesi europei la concorrenza è rimasta presente anche dopo le fusioni di pay-tv digitali satellitari, perché esistono altre tv a pagamento diffuse con altre modalità.
La nostra perplessità alla fusione non è determinata solo dall’eventuale monopolio che scaturirebbe nell’ambito delle tv a pagamento, ma anche dai pessimi atteggiamenti assunti fino ad oggi dalle pay-tv operanti in Italia, nei confronti degli utenti e del mercato stesso. L’Adiconsum impegnata alla risoluzione di molte controversie, ha sempre denunciato alle autorità competenti il dominio da parte delle pay-tv all’interno del mercato. Nonostante la presenza di due società antagoniste, le scelte effettuate dalle pay-tv fanno presupporre l’esistenza di un cartello.
Non vogliamo entrare nei particolari ma riteniamo necessario citare per grandi linee le problematiche originate fino ad oggi dalle pay-tv.

NEI CONFRONTI DELLO SVILUPPO DEL MERCATO:
? Opposizione in tutte le forme allo sviluppo del sistema Common Interface (che permette la ricezione di qualsiasi pay-tv) trasmettendo con codifiche non compatibili con tale metodo (SECA E NDS) e abbandonando la trasmissione con codifiche compatibili (IRDETO).
? Imposizione dei propri sistemi di codifica proprietari.
? Controllo sulla vendita dei ricevitori concedendo la licenza per l’utilizzo dei codici d’accesso solo ad aziende firmatarie di accordi commerciali con le stesse pay-tv.
? Preclusione allo sviluppo di nuovi ricevitori che non siano conformi alle modalità dettate dalle singole Pay-tv, nonostante questi permettano la corretta ricezione dei programmi e rispondano alle normative europee.
? Controllo sul mercato degli artigiani installatori sostituendosi ad essi e proponendosi oltre che come fornitori di contenuti anche come installatori nelle case degli italiane con propri installatori.
? Mancato rispetto della legge italiana circa il decoder unico, senza subire alcuna sanzione, creando incertezze all’interno del mercato.

NEI CONFRONTI DEI CONSUMATORI:
o L’azione, sopra indicata, nei confronti del mercato ha conseguentemente causato gravi
problemi ai consumatori. Penalizzati tutti i proprietari di ricevitori Common Interface che pur pagando medesimi abbonamenti non usufruiscono dei medesimi servizi offerti tramite i ricevitori imposti dalle singole pay-tv. I consumatori non possono utilizzare nuove tecnologie esistenti perché non volute dalle emittenti. I costi dei ricevitori non subiscono gli effetti della concorrenza, perché sul mercato sono presenti solo i ricevitori voluti dalle emittenti, identici fra loro ma con marche diverse. Nonostante una legge del 1999 i consumatori non possono ancora ricevere le due pay-tv con un solo ricevitore.
o I prezzi d’abbonamento sono sempre aumentati, anche in presenza di una seconda pay-tv e nonostante la crescita del numero di abbonati. Gli aumenti il più delle volte non hanno comportato l’incremento dei servizi, rimanendo quindi immotivati.
o I contratti d’abbonamento garantiscono unicamente le emittenti penalizzando i consumatori.
o La gestione dei rapporti amministrativi, nei confronti degli utenti sono pessimi. Citiamo alcuni esempi: non esistono avvisi di mora ed il distacco del servizio è immediato anche se il consumatore ha regolarmente pagato; la restituzione della caparra non avviene nei termini previsti; impossibilità di comunicare con l’emittente per segnalare errori amministrativi; imposizione della modalità di pagamento con accredito bancario o carta di credito.
o Rifiuto di istituire una conciliazione sui contenziosi in via stragiudiziale
o Assenza di una Carta dei Servizi a garanzia dell’utente.

Riteniamo di aver fornito elementi rilevanti che dimostrano il dominio delle pay-tv presenti in Italia nel settore della televisione a pagamento. Appare evidente che una fusione non farebbe altro che accentuare questo dominio da parte dell’unica pay-tv che si originerebbe dalla fusione. La presenza di due bouquet ha permesso fino ad oggi di ottenere qualche margine di manovra da parte delle associazioni consumatori, a tutela del settore, la fusione impedirebbe tutto questo.
Ribadiamo quindi una forte perplessità ed opposizione alla fusione annunciata da parte di TELE+ e STREAM. Occorre inoltre evidenziare che la nuova pay-tv sarebbe completamente gestita da una società straniera, precludendo qualsiasi sviluppo per la società italiane.
La mancanza di concorrenza avrebbe gravi ripercussioni anche sulla qualità dei programmi trasmessi, venendo a mancare lo stimolo che offrirebbe un altro operatore concorrente.
Il monopolio prima e il duopolio poi, nel settore televisivo italiano ha già creato annosi problemi agli utenti, non si comprende perché anche nella tv a pagamento occorre ripetere i medesimi errori.
Occorre tener presente, inoltre, che molto presto avremo il passaggio dalla televisione terrestre analogica a quella digitale. Chi è presente nel mercato della tv a pagamento digitale da satellite avrà la possibilità di essere protagonista anche nel mercato della pay-tv terrestre. E’ evidente che il monopolio della tv a pagamento da satellite apre anche la strada al monopolio della tv digitale a pagamento terrestre, che sarebbe detenuto dal medesimo operatore (TELE+) e dominerebbe l’intero mercato. Tutto ciò non è auspicabile soprattutto nel settore delle comunicazioni.
L’Adiconsum chiede l’intervento dell’Autorità di garanzia e dell’Antitrust per impedire la fusione in oggetto.
Quindi, desidereremmo una regolamentazione che garantisca la presenza di molti fornitori di contenuti e di un unico gestore della piattaforma tecnica e amministrativa, garantendo così pluralità e libertà di scelta con una certezza di sviluppo tecnologico.




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24 agosto 2005




2 febbraio 2000





Articolo redatto  per il settimanale “TEST”

Agenzia di stampa dell’Adiconsum da:


Dopo la denuncia dell’Adiconsum, Il Garante per le Comunicazioni illustra alle associazioni consumatori il Regolamento per la diffusione via satellite di programmi televisivi.

 

TV VIA SATELLITE: FINALMENTE LE PRIME REGOLE

 

L’autorità Garante per le Comunicazioni annuncia nuovi provvedimenti a tutela dei consumatori.

 

 

La denuncia dell’Adiconsum per l’impreciso comportamento dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, in merito all’approvazione del primo regolamento per la diffusione via satellite di programmi televisivi ha prodotto i suoi risultati.

Il Prof. Pilati, Commissario relatore, ha riconosciuto l’errore ed ha cambiato la procedura per l’approvazione del regolamento. La sua emanazione avverrà solo dopo il parere espresso da tutti gli organismi che si occupano di trasmissioni televisive via satellite. Sono state, quindi, convocate a Napoli, il primo febbraio, le associazioni consumatori.

Finalmente abbiamo preso visione del regolamento ed espresso un’opinione.

Abbiamo costatato che il regolamento pur non coinvolgendo direttamente gli utenti, in ogni caso, disciplinerà un settore sviluppatosi in piena anarchia. Questa inversione di rotta è sicuramente a tutto vantaggio dei consumatori.

Cercheremo, ora, di evidenziare le novità salienti del regolamento in esame.

Le nuove norme interessano tutte le emittenti nazionali ed estere che trasmettono al satellite attraverso apparati situati sul nostro territorio.

Ogni singola emittente potrà trasmettere il proprio programma solo dopo aver ottenuto, dall’Autorità, l’autorizzazione, valida sei anni.

Finalmente sarà possibile identificare, con esattezza, chi è il responsabile della natura e del contenuto dei programmi diffusi in caso di danni provocati o per inadempienze alle leggi vigenti.

Il regolamento mette ordine anche in merito alla pubblicità, alle televendite, alle sponsorizzazioni e alle quote d’emissione e produzione di programmi europei. Saranno applicate le stesse disposizioni previste per la diffusione di programmi su frequenze terrestri. Questa disciplina è sicuramente a vantaggio dell’utente. Si potrà operare un controllo specifico, ed ogni cittadino, come già avviene per la trasmissioni terrestri, potrà denunciare, al Garante, eventuali soprusi. Questa norma però, ci sembra riduttiva per le pay-tv. Abbiamo proposto al Garante un’integrazione. Le tv a pagamento, vendendo un prodotto, anche molto oneroso, dovrebbero avere una normativa a parte. Il regolamento dovrebbe obbligare l’emittenti  a specificare nel contratto  d’abbonamento, la quota di pubblicità che sarà inserita in ogni programmazione. Solo in questo modo l’utente acquisterà un servizio in piena consapevolezza.

L’ultima novità riguarda la tutela dei minori. Le emittenti sono tenute al rispetto della ordinamento prevista per la trasmissione su frequenze terrestri. Sono escluse le trasmissioni con accesso condizionato (programmi criptati). Le tv a pagamento potranno, quindi,  trasmettere dopo le 22.30 programmi vietati ai minori.

Costatando che nel Regolamento non vi è alcuna  norma che tuteli il consumatore, come  da noi  indicato  nell’audizione del  febbraio ’99 , abbiamo chiesto spiegazioni. Il prof. Pilati ha comunicato che il Garante, si occuperà di tutela del consumatore,  attraverso il Dipartimento Garanzie e Contenzioso (DGC) diretto dal Dott. Giuseppe Corasaniti. E’, infatti, in preparazione la carta dei servizi per tutti gli operatori delle TLC. Una parte specifica sarà dedicata ai mezzi audiovisivi, compresi gli operatori della tv a pagamento. Abbiamo appreso la notizia con enorme soddisfazione, perché l’esperienza ci insegna che la Carta dei servizi   è  lo strumento appropriato per  disciplinare i rapporti fra azienda e utente, risolvendo, in buona parte, i problemi che assillano il consumatore. Non è un caso che il settore Sat dell’Adiconsum si pose, subito,  l’obiettivo, di incontrare le aziende per costituire una carta dei servizi. Apprendere che un’istituzione, come l’Autorità garante, fa sua una nostra proposta, non può che darci piena soddisfazione. 

 L’Adiconsum offrirà tutto il suo contributo,  al DGC, per ottenere una Carta dei Servizi, che risponda pienamente alle necessità dei consumatori.

Normalmente non tendiamo all’ottimismo, ma i segnali ricevuti  ci fanno  ben sperare sulla piena operatività dell’Autorità Garante a vantaggio dei consumatori.

 

 

 

 

 

 

 

 




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22 agosto 2005

nasce Adiconsum

13 gennaio 1998 

Il 13 gennaio 1998 presso la sede nazionale dell'ADICONSUM (associazione
italiana difesa consumatori promossa dalla CISL  in via
G.M. Lancisi, 25 in Roma è stato firmato un protocollo di accordo fra il
Segretario Generale dell'Adiconsum Paolo Landi e il Presidente unitamente
al VicePresidente del Movimento Italiano Teleutenti SAT Mauro Vergari e
Luigi Della Rocca.
L'accordo prevede che l'associazione M.I.T.SAT aderisce ed entra a pieno
titolo all'Adiconsum, per sviluppare la rappresentanza e la tutela relativa
alle TLC via satellite. Il gruppo dirigente del M.I.T.SAT assicura la
propria continuità
di impegno nel seguire le problematiche relative al settore (in questo
ambito viene
previsto il settore: "Adiconsum - teleutenti sat"), mantenendo la
responsabilità per lo stesso.
Il responsabile dell'associazione M.I.T.SAT  partecipa ai lavori del
comitato esecutivo nazionale e farà parte del Consiglio Nazionale
Adiconsum.
A seguito di tale accordo Il M.I.T.SAT assume la sigla ADICONSUM TELEUTENTI
SAT.
Ai fini di uno sviluppo sulla tutele delle famiglie nel servizio SAT,  si
conviene di realizzare un programma di informazione e attività. Si
istituisce, con inizio dal mese di marzo, un servizio di informazione
e consulenza presso la sede nazionale dell'Adicunsum tutti
i lunedì dalle ore 10.30 alle ore 12.30.
Per usufruire del servizio è possibile telefonare da tutta Italia al numero
telefonico 06/4417021 o attraverso posta elettronica all'indirizzo
mverg...@rdn.it.
Grazie all'attività fin qui svolta con impegno dal M.I.T.SAT finalmente
anche le associazioni consumatori cominciano ad interessarsi alle
telecomunicazioni via satellite. l'Adiconsum è la prima in Italia e diventa
quindi riferimento autorevole per tutti i consumatori che usufruiscono
della televisione che viene dal cielo sia in formato analogico
che digitale. In questo periodo di incertezza per lo sviluppo di una o più
piattaforme digitali,
in attesa che la nuova Autorità delle Comunicazioni cominci a funzionare e
a dar vita ai regolamenti che speriamo, diano, sviluppo alla televisione
via satellite,
l'Adiconsum dà la certezza a tutti gli utenti di essere presente
validamente anche in
questo settore fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese.
Tutti, quindi, possono segnalare problematiche o chiedere informazioni
relative al settore SAT, con la certezza di trovare competenza e volontà
della risoluzione delle problematiche dei consumatori come è tradizione
dell'Adiconsum.

Mauro Vergari
Luigi della Rocca
RESPONSABILI ADICONSUM TELEUTENTI SAT




permalink | inviato da il 22/8/2005 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

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