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17 settembre 2005

CHI SONO

 

La mia vita e perché questo Blog?

Semplicemente per comunicare chi sono , cosa penso e cosa faccio. Molti mi conoscono a causa del mio impegno. Sono più di 10 anni che mi occupo dei diritti dei consumatori in merito a tutte le “nuove tecnologie”. Molti chiedono il mio parere, oltre ai singoli consumatori (mi interpellano per la risoluzione dei loro problemi?, mi contattano televisioni, radio, giornali, siti internet. Nei comunicati ufficiali di ADICONSUM. che troverete ovviamente anche in questo blog , non posso essere, completamente, me stesso, ed ecco che mi è venuta voglia di esprimere, LIBERAMENTE il mio pensiero , le mie idee e le mie passioni, anche rischiando le critiche. Il mio vero desiderio però è condividere ciò che scrivo con chi, altrettanto liberamente, sceglie di leggermi.

VORREI CHE QUESTO NON SIA SOLO IL MIO BLOG MA UN LUOGO DOVE FAR CIROLARE LE IDEE, IN MODO LIBERO, QUINDI UN BLOG PIENO DI COMMENTI.

Questa mia voglia di comunicazione e di confronto ha sempre caratterizzato il mio modo di fare e di essere. Chi ha letto il mio profilo avrà forse compreso il perché ma in queste pagine voglio raccontare di nuovo la mia vita, in modo più dettagliato e forse più profondo, perché siamo ciò che viviamo . IL PRESENTE ED IL FUTURO LO TROVERETE QUI NEL MIO DIARIO GIORNALIERO.

Un avvertimento, non sarò schematico quindi spesso potrei essere prolisso, se non siete curiosi e non avete tempo da perdere leggete solo il mio profilo, basterà per conoscermi. Vi ho avvertito, la lettura è a vostro rischio e pericolo.

Certo raccontarsi da soli non è facile. Si cade nell’autocelebrazione, è un rischio che voglio correre, voi che leggete tenete conto delle eventuali esaltazioni e fate finta di niente.

Sono nato a Roma il 23 settembre del 1960, figlio unico ( certo era meglio avere dei fratelli, che ci posso fare?) da mamma Anna Maria, casalinga, e papà Fulvio, geometra al ministero della difesa. Mi sento totalmente romano ma nel mio modo di essere c’è molto meridione, non potrebbe essere diversamente con un papà di Lecce, una nonna di Bari ed un nonno di Napoli. Deve essere per questo che sono molto impulsivo e passionale nelle cose che faccio.

Infanzia, diciamo, normale, comune a tutte le famiglie dei dipendenti statali, monoreddito che lottano per far quadrare i conti, fatta, quindi, di rinunce, con pochi picchi sia in alto che in basso. Ho vissuta, un po’ in solitudine, fino a 10 anni a Nettuno (una cittadina di mare a sessanta chilometri dalla capitale) e poi trasferimento a Roma dal 1970, nel famoso quartiere “Cinecittà”. Qui è avvenuta tutta la mia formazione sia culturale che sociale. Nella piazza dove vivevo c’era, ed ovviamente c’è ancora, un chiesa, con una struttura moderna simile ad un pandoro. La comunità parrocchiale di S. Policarpo all’Appio Claudio, una luogo all’avanguardia, (siamo nel pieno degli anni settanta) che sperimentava ed applicava tutte le innovazioni del Concilio Vaticano II .

Ricordo che ci andai subito, appena arrivato a Roma, come attratto. Finalmente un luogo dove socializzare, facilmente raggiungibile e che garantiva le ansie dei mie genitori. Capitai in un salone dove era montato un palco, alcuni giovani ( che altro non erano che i catechisti) stavano recitando “Spirito allegro” e si rideva tanto, rimasi affascinato. Da allora mi sono innamorato di Gesù e del teatro!! Molti volti noti sono usciti dalla mia parrocchia! I più famosi? Presta e Dose del “Ruggito del coniglio”.

Ritorniamo alla mia storia. Avrete capito che i principi ed i valori che porto in me sono nati in questa comunità di fede, che ancora, ovviamente, frequento. E’ bene chiarire subito un cardine fondamentale. Tutto il mio vivere cerca di essere regolato dalla fede in Cristo, non potrebbe essere diversamente dato che il Cristianesimo non si pratica ma si vive. Ovviamente il più delle volte non ci riesco, ma ad ogni caduta cerco di rialzarmi e ricominciare da capo. Un credente non può stare fermo ad osservare la vita che passa, dovrebbe sforzarsi di essere lievito nella massa e tentare di dare il proprio contributo per il miglioramento della società, appena ho potuto, quindi, mi sono dato da fare nel sociale.

L’inizio del mio impegno attivo avviene nella scuola superiore, siamo alla nascita dei “decreti delegati” (partecipazione attiva di studenti e genitori nella scuola) e non mi tiro certamente indietro. Riesco persino a farmi eleggere nei vari consigli scolastici.

Vi starete chiedendo da quale parte stavo, destra o sinistra? In quei tempi i contrasti erano alti e la distanza fra i due schieramenti era enorme, anche perché i gruppi che si fronteggiavano erano i movimenti giovanili o del PCI o del MSI o addirittura dei movimenti estremi come Lotta Continua o il Fronte della Gioventù. Ogni gruppo si preoccupava di affermare, con ogni mezzo, le proprie ragioni, dimenticando i problemi reali. Gli estremismi, non mi piacevano (continuano a non piacermi) e allora, nella mia scuola, cercai di dar vita ad un movimento che proponesse una terza via, naturalmente di ispirazione cattolica, ne clericale ne confessionale, con lo scopo principale di tentare di dare soluzione ai problemi che affliggevano i miei colleghi studenti. Riuscii nell’obiettivo e il mio gruppo ebbe la maggioranza per molto tempo. La mossa vincente fu comunque, quella di non identificarsi con i partiti, come facevano tutti gli altri.

Pur cercando autonomia non si poteva far finta che i partiti non esistessero e la

la mia attenzione si rivolse verso la DC, anche perché a quei tempi era l’unico partito dove i cattolici avevano spazio. Ma il suo operato non mi convinceva abbastanza, perché mi rendevo conto che in quel partito, troppo spesso, di Cristiano esisteva solo il nome.

Per avere uno spazio che non dipendesse da nessuno, dove le idee potessero circolare libere, (non esisteva ancora internet) insieme agli amici che condividevano con me l’esperienza scolastica e con l’aggiunta di qualche amico della parrocchia fondai un’associazione che aveva anche un giornalino, li chiamai “Idee Giovani”. Quel nome voleva indicare due obbiettivi. Il primo era riferito alle idee, che dovevano esse nuove, rivolte al futuro e piene di vitalità. Il secondo obbiettivo era riferito a noi, quando non più giovani (come ora) ci saremmo dovuti impegnare ad aver sempre idee protese verso il nuovo ed il futuro. Ora che siamo tutti quarantenni, ci stiamo impegnando a realizza questo obbiettivo, si, perché l’associazione ancora esiste ed è viva e vegeta.

Ritorniamo alla mia adolescenza che non è stata critica perché piena di interessi, oltre la scuola e l’impegno sociale sopra descritto, ero attivo anche nella comunità parrocchiale dove facevo il catechista (non ho mia smesso) e anche lo sport mi impegnava molto visto che facevo pallanuoto a livello agonistico. Anche sul piano affettivo avevo il mio da fare. Naturalmente avevo la ragazza e dovevo smaltire il divorzio dei mie genitori che un po’ di trauma aveva creato anche se avevo 18 anni.

A 19 anni ho preso il diploma di perito tecnico commerciale e vista la mia passione per lo sport ed il mondo giovanile mi iscrivo all’I.S.E.F. di Roma. Vivevo con mia madre che cominciò a lavorare, anche io, per mantenermi cominciai a fare l’istruttore di nuoto.

Naturalmente l’ associazione”Idee Giovani” si consolidò e si fondamentalmente tre obbiettivi: 1) continuare con altri giovani l’esperienza scolastica; 2) essere riferimento sul territorio per la risoluzione delle problematiche dei cittadini; 3) essere protagonisti in politica attivando una criticità costruttiva all’interno della DC (volevamo denunciare tutto ciò che non ci piaceva della “balena bianca”, eravamo proprio matti!). Devo essere sincero il terzo obbiettivo non mi ha mai visto protagonista attivo, delegai a questo un mio amico, anche se ovviamente partecipavo alla stesura delle varie strategie.

Nel 1981 mi fidanzo con Serenella, che poi diventerà mia moglie. La mattina frequentavo le lezioni ed il pomeriggio lavoravo in varie piscine di Roma non solo come istruttore di nuoto ma anche come allenatore di pallanuoto. La mia passione per lo sport la riverso all’interno dell’associazione, creando un gruppo sportivo per disabili del quale mi occupo direttamente. Negli anni abbiamo ottenuto anche buone soddisfazioni sportive con molti titoli nazionali vinti e con addirittura una finale olimpica.

L’associazione “Idee Giovani” diventa, dunque, abbastanza conosciuta a Cinecittà ed anche in tutta la città, perché grazie all’impegno e alle nostre iniziative sociali riuscivamo ad ottenere la risoluzione concreta di serie problematiche che in quei tempi affliggevano il quartiere. Molti giornali, anche nazionali, davano notizie delle nostre iniziative. Decidemmo allora di fare il grande passo. Entrare nelle istituzioni. Tentiamo addirittura la candidatura di uno di noi al consiglio della X circoscrizione. E’ un successo! Il più giovane consigliere circoscrizionale. Che fatica quella compagna elettorale tutta fatta in proprio. Forse non ci crederete, ma ci siamo sempre autofinanziati per sostenere le iniziative della nostra associazione. Era la condizione necessaria per rimanere liberi. Anche la campagna elettorale era, quindi, autoprodotta Io mi occupavo dell’immagine. Pensate che tutto il materiale elettorale era fatto da noi, e allora non esistevano i PC. I volantini ed il giornale erano fatti con i trasferelli e poi ciclostilati. Che fatica se ci ripenso. Mi ero inventato la prima campagna elettorale interattiva, lo slogan era “telefona al candidato”. I cittadini ci telefonavano e il candidato prendeva appunti per la stesura del programma elettorale. Non per vantarmi ma fu un’idea geniale che dimostrò che credevamo in quello che facevamo. Gli abitanti del quartiere si accorsero che eravamo innovativi, che ci interessava instaurare un rapporto con la gente e non ottenere una delega in bianco. Da allora l’associazione ha continuato a vivere ma questa è un'altra storia….. ritorniamo al mio vissuto.

DAL 1985 SONO IL PREPARATORE ATLETICO DEL GRUPPO SPORTIVO FF.OO. NEL SETTORE SCHERMA. NEL 1986 MI LAUREO IN SCIENZE MOTORIE CON UNA TESI SPERIMENTALE CHE OTTIENE ANCHE UNA BORSA DI STUDIO (LAVORO E STUDIO HANNO ALLUNGATO I TEMPI). NEL 1988 MI SPOSO E PURTROPPO MI ALLONTANO DAL MIO VECCHIO QUARTIERE, PER FORTUNA SOLO A QUATTRO CHILOMETRI DI DISTANZA. IL 9 DICEMBRE 1989 NASCE NOEMI. CHE EMOZIONE ASSISTERE A QUEL PARTO. DIVENTO PAPÀ. LA VITA NON È PIÙ LA STESSA. PROVVEDERE A QUEL PICCOLO, BELLISSIMO ESSERE È ENTUSIASMANTE. ANCHE PERCHÉ IO LAVORO DI POMERIGGIO E MIA MOGLIE, CHE INSEGNA, DI MATTINA, QUINDI NOEMI ERA SOLA CON ME ED IO PROVVEDEVO A TUTTO, ANCHE A FAR TROVARE IL PRANZO A MIA MOGLIE. OVVIAMENTE FUI COSTRETTO A DIMINUIRE L’IMPEGNO SOCIALE E A LASCIARE SIA LA PRESIDENZA (RIMANGO VICE PRESIDENTE) DELL’ASSOCIAZIONE CHE LA GESTIONE DEL CENTRO SPORTIVO PER DISABILI. L’IMPEGNO IN PARROCCHIA PERÒ NON LO MOLLO, PERCHÉ È UN’ESPERIENZA CHE VIVO INSIEME A SERENELLA E CHE QUINDI CI ARRICCHISCE MOLTO. IL 14 GENNAIO 1993 ARRIVA GIANLUCA E LE EMOZIONI RADDOPPIANO. PURTROPPO CAMBIO LAVORO, ABBANDONO LO SPORT E DIVENTO DIPENDENTE DELLA P.A. GIANLUCA VA ALL’ASILO PERCHÉ ANCHE IO LAVORO, COME TANTI ALTRI, DI MATTINA CON SETTIMANA CORTA E RIENTRI POMERIDIANI, IL TEMPO LIBERO DIVENTA VERAMENTE POCO.

NON VI HO DETTO CHE SONO SEMPRE STATO APPASSIONATO DI TECNOLOGIA, FIN DA PICCOLO MI AFFASCINAVA TUTTO CIÒ CHE AVEVA TASTI E PULSANTI. QUANDO STEFANO, MIO COGNATO,DI PROFESSIONE PERITO ELETTRONICO (ANCHE LUI NELL’ASSOCIAZIONE ), PORTA A CASA SUA UNA STRANA MACCHINA CHE COLLEGATA AL TELEVISORE FA VEDERE CENTINAIA DI PROGRAMMI TELEVISIVI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO, IL MIO INTERESSE È AL MASSIMO. SCOPRO IL DECODER SATELLITARE ANALOGICO. E’ IL 1993. PER FARVELA BREVE, CONVINTO DELLE POTENZIALITÀ CULTURALI DI QUESTO MEZZO RITENGO SIA NECESSARIO DIVULGARLO IL PIÙ POSSIBILE, QUINDI COINVOLGO GLI APPARTENENTI ALL’ASSOCIAZIONE IDEE GIOVANI E COSTITUISCO UN SETTORE DI APPASSIONATI CON IL NOME DI CLUB AMATORI SAT. Vi ho gia detto che l’associazione si sosteneva con l’autofinanziamento, quindi feci un accordo con un grossista laziale di materiale per la ricezione da satellite, permettendo agli iscritti al Club di ottenere forti sconti per dotarsi di un impianto satellitare. L’idea funzionò, anche perché realizzammo molte iniziative collaterali per far conoscere questo nuovo mezzo di comunicazione, e riuscimmo ad un incrementare gli iscritti.

Si accorse di noi anche il giornale EUROSAT che dedicò un articolo al nostro unico e originale club.

Scrivemmo, quindi, a EUTELSAT, il consorzio internazionale che è proprietario di una flotta di satellite, per chiedere un riconoscimento ufficiale e risposero. Mi invitarono insieme ai mie collaboratori ad una cena a Roma, in occasione della presentazione delle prime trasmissioni digitali. Eravamo intimiditi da tante personalità presenti e ci chiedevamo cosa ci facevamo in quel luogo noi semplici appassionati del quartiere Cinecittà. In quella cena ottenemmo il riconoscimento ufficiale e sulla nostra carta intestata potevamo scrivere CLUB AMATORI SAT RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE DA EUTELSAT con tanto di logo ufficiale. Che emozione.

Poi continuammo. Ci offrirono uno spazio alla Fiera nazionale delle telecomunicazioni via satellite a Vicenza. Era il 1994. Per non pagare l’albergo, non avevamo tanti soldi, decidemmo di fare avanti e dietro con Roma, di notte, dandoci il cambio. Che matti eravamo e che sonno in fiera!!!.

Poi arrivò il digitale di DSTV prima pay tv ed iniziarono i problemi per gli utenti. Abituato a risolvere i problemi sociali cominciai a denunciare i soprusi e feci la prima lettera aperta che venne pubblicata. Cambiammo nome: MOVIMENTO ITALIANO TELEUTENTI SAT Ci preoccupavamo dei diritti dei teleutenti. La problematica mi costrinse a specializzarmi e ad occuparmi solo di questo. Nel 1998 arrivammo ad un bivio. I costi da sostenere erano alti e non bastava un ‘associazione locale per competere con i colossi delle TLC, dovevamo chiudere o portare l’esperienza altrove.  Mi guardai intorno, fra le associazioni consumatori e scoprii l'Adiconsum. Aveva due caratteristiche importanti: era di ispirazione cattolica ed era organizzata per setori di competenza. Paolo Landi fondatore e segretario generale ci accolse con entusiasmo. Il 13 gennaio 1998 entrammo in Adiconsum.  Diventai il responsabile del settore teleutenti sat. L’impegno è enorme anche perché il digitale ha allargato i problemi non solo al satellite. Ora il settore si chiama “Nuove tecnologie” e mi occupo nel tempo libero solo di questo. Un consumatore qualunque in difesa dei diritti di molti.


 




permalink | inviato da il 17/9/2005 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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